Arezzo Toscana

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L'antichissima città di Arezzo sorge alla confluenza di tre vallate, il Casentino, il Valdarno superiore, e la Valdichiana. Le prime due sono solcate dal fiume Arno, nella parte iniziale del suo corso e nel tratto che unisce Firenze ad Arezzo, mentre la terza, celebre palude bonificata, è attraversata dal canale maestro della Chiana.
Il centro ospitò insediamenti umani fin dalla preistoria, acquistando grande importanza durante il periodo etrusco, come testimoniano i preziosi ritrovamenti, fra i quali il più celebre è la "Chimera di Arezzo", una scultura in bronzo, custodita oggi presso il Museo Archeologico Nazionale di Firenze.
In seguito fu colonia romana, mentre durante l'età medievale ebbe un'amministrazione costituita dai vescovi-conti, diventando libero comune a partire dall'XI secolo. Combattè al fianco di Siena nel 1289 contro Firenze, riportando una sonora sconfitta che la precipitò in una grave crisi. Con la signoria a vita del Tarlati, istituita a partire dal 1321, Arezzo risollevò le proprie sorti, diventando però preda delle Compagnie di Ventura dopo la sua morte.
Con l'unità d'Italia la città di Arezzo conquistò una solida rilevanza economica e commerciale.

Nucleo centrale della vita cittadina di Arezzo è la splendida piazza Grande, teatro della "Giostra del Saracino", celebre disfida medievale durante la quale un cavaliere armato di lancia deve centrare un bersaglio costituito dalle sembianze dello storico nemico, l'arabo infedele, il saraceno, appunto.
Oltre alla cinquecentesca Fontana Pubblica, sorge su di un lato della piazza il monumentale Palazzo delle Logge, edificato nel 1573 su progetto del Vasari, dalla facciata classica, elegante ed armoniosa, caratterizzato da una serie di profonde arcate.
Al suo fianco si trova il Palazzo della Fraternità dei Laici, una costruzione singolare a metà fra Gotico e Rinascimento.
Proseguendo, con lo sguardo si incontra la Pieve di S. Maria, una fra le più accattivanti opere d'arte del romanico toscano. Edificata nel 1140 la chiesa presenta nell'architrave del portale e nella lunetta sculture pregiate del 1216. Le ampie arcate e le colonne dei loggiati, di cui è quasi interamente costituita la facciata, conferiscono un forte sviluppo verticale alla costruzione, sormontata da un alto campanile appoggiato alla chiesa, detto "dalle cento buche", le caratteristiche 40 bifore romaniche che lo ingentiliscono.
All'interno sono conservati numerosi capolavori, come il polittico di Pietro Lorenzetti posto al di sopra dell'altare maggiore realizzato per il vescovo Tarlati, la "Madonna con Bambino e Santi, Annunciazione ed Assunta", datato 1320.

Nel pieno centro storico di Arezzo, all'interno della Basilica di San Francesco, una costruzione che risale al 1200, si possono ammirare numerosi affreschi di valore, fra i quali merita una menzione tutta particolare quello realizzato da Piero della Francesca, la "Storia della Vera Croce", considerata una delle migliori espressioni artistiche di tutto il Rinascimento.
Nell'anno 1452 Piero della Francesca, tornato in Toscana, venne chiamato ad Arezzo per decorare il coro della Chiesa di San Francesco, poiché il pittore Bicci di Lorenzo aveva lasciato incompiuti i lavori. Non si sa molto della cronologia dei lavori eseguiti dal maestro nella realizzazione di quello che diventerà il suo capolavoro e una delle più grandi opere pittoriche di tutti i tempi.
L'affresco narra la leggendaria Storia della Vera Croce, così come è tradizionalmente presentata dalle fonte agiografiche medievali.
Piero della Francesca sintetizzò mirabilmente la vicenda in pochi ma enormi quadri, rappresentando in libera successione gli episodi salienti, come "La morte e il Seppellimento di Adamo", "L'incontro di Salomone e della Regina di Saba", "La Crocifissione dell'Ebreo Giuda", "L'invenzione e Verifica della Vera Croce", e altri ancora. Spesso due storie sono racchiuse all'interno dello stesso quadro, illustrando due momenti successivi della stessa vicenda, unendo due scene con la stessa convergenza prospettica, ma separandole con l'inserimento di elementi architettonici. Spesso il punto di fuga non è costituito dal centro della scena, ma si trova al margine di esse, creando un effetto assai singolare.
Fra le parti più poetiche e mirabili di questo grandioso ciclo sono le scene dell'"Incontro di Salomone e della Regina di Saba", dove Piero della Francesca realizza figure dall'impianto monumentale con vivo risalto plastico e piena volumetria delle forme, l'"Invenzione e Verifica della Vera Croce", dalla perfetta soluzione prospettica della Croce inclinata arricchita dalla vivissima presenza delle dame disposte intorno a Sant'Elena.
Per finire "Il Sogno di Costantino", uno dei più accurati e suggestivi studi sull'effetto "notturno" della luce che mai siano stati dipinti.

Ad Arezzo gli elementi naturali che caratterizzano la campagna toscana si fondono meravigliosamente con le migliori realizzazioni artistiche e architettoniche rinascimentali.
Per godere appieno delle bellezze paesaggistiche di questa porzione di Toscana la miglior soluzione è un soggiorno in Agriturismo Arezzo, in uno degli alloggi caratteristici che sorgono in splendide posizioni panoramiche, valorizzando la sua campagna e i dintorni della città.

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