L'edificio che meglio di altri si presta a testimoniare della volontà di grandezza della città di Siena è il Duomo, la cui costruzione fu particolarmente travagliata.
Durante la realizzazione della facciata, Giovanni Pisano, direttore della fabbrica dal 1284 al 1298, lascia nel primo ordine della facciata la più alta testimonianza della sua arte, proprio nel centro che più di ogni altro si era rivelato sensibile agli influssi del Gotico.
Dopo lunghe e aspre polemiche, nel 1339 venne progettato un imponente ampliamento della costruzione, in base al quale il Duomo Vecchio sarebbe stato il transetto della nuova chiesa. Furono chiamati i maggiori architetti dell'epoca per realizzare l'ardita costruzione, ma i lavori non andarono mai oltre l'erezione delle mura perimetrali della nuova navata e dell'alta fronte.
Ai problemi di ordine tecnico e di stabilità si aggiunse la terribile ondata di peste del 1348. Dopo una interminabile serie di discussioni si decise di rinunciare alla nuova chiesa, abbandonandolo definitivamente nel 1357, visibile però nei monumentali resti ancora oggi visibili.
L'abbandono del progetto comportò un semplice ampliamento conservando l'antico corpo delle navate e del presbiterio, allungando inoltre il braccio terminale verso la valle sottostante, nello spazio dove fu ricavato nel 1359 il Battistero di San Giovanni mediante il sollevamento di altissime sostruzioni.
Nella seconda metà del XIV secolo vennero portati a termine i lavori di decorazione esterna, ispirata a motivi di schietto stampo gotico, così come il secondo ordine della facciata, conclusa nel 1377 da Giovanni di Cecco, senza tenere in grande considerazioni i lavori del primo ordine di Giovanni Pisano. La parte superiore, con il grande rosone iscritto in un quadrato e le tre cuspidi ornate da mosaici (questi ultimi del XIX secolo), non riprende fedelmente i motivi della parte inferiore, se non per l'analoga ispirazione gotica.
Della facciata si possono ammirare le statue dei profeti e delle sibille (quelle originali sono conservate nell'attiguo Museo dell'Opera del Duomo) realizzate da Giovanni Pisano,dal dinamismo tipicamente gotico. Le figure sporgono in modo nervoso e agitato dalla struttura e dai pilastri, entro i quali sembrano quasi costretti e insofferenti, imprigionati e imbrigliati nella materia.
La vitalità e l'espressività delle figure di Giovanni Pisano rendono pienamente realistica la pietà e la tensione patetica dei volti, dai tratti tesi e marcati, un grande capolavoro del gotico italiano realizzato da uno dei suoi massimi esponenti.
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