Oasi La Valle

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Informazioni generali

Come raggiungere il parco
In treno, linea diretta Roma - Terontola - Firenze con cambio a Terontola e scalo a Magione; linea Ancona - Foligno - Terontola con scalo a Magione.
In auto o bus di linea, Autostrada A1 - uscita casello Valdichiana e raccordo superstrada E45 - uscita Magione direzione San Savino - San Feliciano.

Gli operatori dell'Oasi
L'Oasi dispone di un Centro visite in cui trovano spazio: un'Aula Didattica dotata di proiettore dia, TV e video-registratore; una Mostra sugli aspetti storico-naturalistici dell'area; un Centro di Documentazione del Trasimeno che mette a disposizione testi naturalistici e scientifici; una Stazione di Inanellamento degli uccelli; un Battello elettrico; una Passerella in legno e degli Osservatori.
Il Trasimeno è il più grande lago dell'Italia peninsulare: posto a m. 257.50 s.l.m., la sua superficie è di circa 125 kmq., il perimetro è di 54 km., la superficie del bacino imbrifero è di 376 kmq., la sua profondità media è 4,70 metri con punto massimo di 6,50 metri. Trattandosi di un lago prevalentemente alluvionale, questi dati sono soggetti a variazioni a seconda della maggiore o minore piovosità annuale. Oasi_La_Valle_16 La dipendenza del livello delle acque dalle precipitazioni stagionali ha come conseguenza che in periodi piovosi esso aumenta, mentre in periodi di siccità si abbassa.
Questo fenomeno ha avuto gravi ripercussioni sulle zone rivierasche, nel corso dei secoli le frequenti inondazioni o la siccità hanno provocato il diffondersi della malaria e quindi spopolamento. I vari governi che si sono succeduti nel corso dei secoli si sono occupati della regolamentazione delle acque. Alcuni ritengono che già sotto l'imperatore romano Claudio fu costruito un emissario sotterraneo nella zona di S. Savino, del quale non resta traccia ad eccezione del ritrovamento di alcune monete ed utensili di scavo. Ad avvalorare questa tesi riportano il brano di Strabone geografo greco, vissuto dal 60 a.C. al 20 d.C., che nomina il lago Trasimeno fra i laghi le cui acque vanno al Tevere. Però nessun altro storico o geografo antico parla dell'emissario prima del 1422, Giovanni Antonio Campano narrando le gesta di Braccio Fortebraccio, signore di Perugia, parla espressamente che lo stesso Braccio fece costruire un emissario artificiale in parte sotterraneo chiamato "La Cava" nello stesso luogo e probabilmente con lo stesso percorso di quello romano, in un tempo così breve da rendere possibile l'ipotesi che venisse semplicemente ripristinato l'antico esautore. L'autore dei Commentarii di Pio II narrando il viaggio di Pio II da Perugia a Siena nel 1450, parla dell'esistenza di molini della Cava fatti costruire da Braccio. In altre parole Braccio non si limitò a costruire l'emissario ma ne sfruttò l'acqua costruendo dei molini che sono rimasti attivi alcuni fino agli inizi del secolo XX. Interessante la descrizione fatta dal Vestrini in occasione di suo sopralluogo fatto al Trasimeno il 740-41: l'emissario si apre in località "La Cava", sono la collina di San Savino, fra San Savino e San Feliciano. L'acqua del lago non arrivava all'imbocco dell'emissario, ma vi giungeva attraverso un canale lungo 200 piedi e largo 5. Il canale era attraversato da alcune palizzate intrecciate con salici e viticci per evitare l'uscita del pesce, la cui privativa era degli affittuari del lago, Guardie armate facevano di continuo la ronda intorno alle rive per reprimere il contrabbando e lo smercio del pesce. La bocca dell'emissario era alta piedi cinque e mezzo e larga piedi cinque. Aveva una cateratta a cavalletta mobile regolabile da custode che aveva la chiave del casotto d'imbocco, L'acqua era alta pedi cinque e once quattro. Il canale sotterraneo è a volta in muratura, quando si entra è nel vivo della roccia. Misura m. 1.057, di cui 900 in galleria mentre Il dislivello fra gli estremi è di m. 1,44. Sul culmine massimo della collina è profondo m. 37,72.All'imbocco è largo m, 1,46 alto 3, allo sbocco largo m. 1 alto 1,40.Ha lo sfiatatoi o pozzi che servono in caso di interramento per ripristinare il canale e salvaguardare la vita degli operai. I pozzi sono coperti con tavolato o mattonato piramidale, con un'apertura laterale che si apre quando occorre. Dopo l'uscita del tunnel (in località il Bottino), l'acqua va per un canale di 300 piedi fino al luogo detto il Forcone. Qui vi era un mulino che era di proprietà della famiglia perugina degli Oddi, demolito dalla R.C.A. (Reverenda Camera Apostolica) per evitare l'intaso del fosso. Al posto del mulino fu fatto una specie di cassone con numerosi fori per ritenere il pesce e lasciare passare l'acqua. Agli Oddi fu concesso questo pesce in compenso del danno subito per la demolizione del mulino. Dal Forcone l'acqua corre per 640 piedi fino al primo dei mulini che ci sono a circa un miglio e mezzo dal canale, poi si getta nel Caina, il quale si getta nel Nestore, e questo nel Tevere.
Questa in sintesi la relazione del Vestrini. I Papi si sono interessati di continuo della sua efficienza. Nel 1425, appena un anno dalla morte di Braccio, sl trova una spesa di fiorini 512 per la Cava del lago. Nel 1482 il pontefice Sisto IV, di fronte alle inondazioni provocate dalle acque del lago delle zone rivierasche, fece deviare il corso dei due maggiori affluenti torrenti Tresa e il Rio Maggiore verso le Chiane. Ma la riduzione del bacino imbrifero peggiorò la situazione e la malaria imperversò nel territorio del Trasimeno. Del problema si occupò, indirettamente, anche Leonardo da Vinci nel 1503, in un suo studio sulla Val di Chiana, consigliò di rendere comunicanti l'Arno con la Val di Chiana ed il Trasimeno. Non erano tempi però che consentissero accordi fra stati in continua belligeranza e cioè il Papato, il Granducato di Toscana e repubblica di Siena e quindi non si giunse a nessuna conclusione. E' del 1528 un breve di Clemente VII che ordina il restauro dell'emissario. Nel 1568 Pio V emanò una cedola la quale è rimasta la "Magna Charta" della legislazione del Trasimeno. Questa cedola all'articolo 89 "ordina che il sig. Tesoriere che sarà per li tempi in Perugia sia obbligato ogni anno nel mese di maggio far rivedere detta Cava, e dove avesse bisogno di alcuna spesa per conservazione di essa, a ciò l'acqua del lago possa per quella uscire senza alcun impedimento, si facci e debbasi a spese della R.C.A.". Il livello delle acque intanto proseguiva nella sua discontinuità ed era causa di frequenti inondazioni: quella del 1602 fu talmente abbondante che si rese necessario riportare nelle carte geografiche anche i nuovi confini. La causa fu attribuita oltre alle abbondanti piogge all'occlusione dell'emissario. Clemente Vili di fronte a queste vicende, ritenne necessario intervenire in modo energico. Nominò una commissione composta dai più famosi architetti e ingegneri di Perugia Giovanni Fontana, Paolo Maggi, Carlo Maderno, al prof. Livio Esebio che fu incaricato di compilare una nuova carta topografica; a presiedere la commissione era il cardinale Maffeo Barberini, Sovrintendente alle acque. La commissione visitò la Cava, prese in esame la possibilità di prosciugare il lago, riversando l'acqua del Trasimeno sulle Chiane, o sul lato settentrionale presso Borghetto, o sul lato meridionale presso La Torre del Pantano, attraverso l'Anguillara e la Tresa già rivolta a scolare verso le Chiane. Esaminati i vari progetti, infine si decise che bisognava ripulire e ampliare il vecchio emissario di Braccio; e così fu fatto. Fu un lavoro grandioso, a ricordo fu posta una lapide che ancora si trova all'uscita dell'emissario.
Purtroppo occorre rilevare, che nonostante le buone intenzioni di questo pontefice e lo sforzo materiale profuso, quest'opera non risolse il problema. Nel 1628 lo stesso cardinale Barberini (ormai divenuto Urbano VIII) ordina che siano riattati i muri della Cava. Nel 1720 alcune comunità del Trasimeno fanno un esposto al governatore di Perugia denunciando che nessuno si è preoccupato della manutenzione della cava: l'emissario è ostruito, i mulini sono fermi, per macinare si deve andare ai mulini del Tevere, distanti molti chilometri. Nel 1780 fu firmato un concordato idraulico tra lo Stato Pontificio e il Gran Ducato di Toscana che prevedeva che il Tresa versasse le proprie acque non più sulle Chiane ma sul lago di Chiusi, dove prima riversava le proprie acque in caso di alluvione. Nel 1790 vi fu presentato a Perugia un grandioso progetto anonimo di disseccamento del Trasimeno per iniziativa di una Società Tosco-Romana, progetto che dette luogo a contrastanti polemiche. L'abate Borghi di Monte del Lago, mandò a Parigi un suo progetto tendente allo stesso scopo, cioè al disseccamento del Trasimeno con un canale navigabile da Livorno a Fiumicino, ma il canale non fu mai preso in seria considerazione dal Governo francese. Gli studiosi di idrografia erano orientati verso il disseccamento del Trasimeno, forse spinti da soggetti interessati da articolati interessi economici. Nel 1833 una Società romana chiese la concessione del disseccamento del lago, prospettando al Governo il grosso vantaggio per l'economia nazionale derivante da tante migliaia di ettari di terreno utile messo in coltivazione. Gli speculatori esagerarono i dati sanitari della popolazione del lago, per provare la necessità del prosciugamento. Ma l'opposizione di illustri perugini quali il dott. Massari salvò il lago. Intanto le acque del lago alternano periodi di stabilità a periodi di innalzamento con conseguenti allagamento dei terreni, a periodi di magra. Nel 1750 vi furono inondazioni così pure nel 1762. Altre ancora nel 1810 e nel 1820, avvicendandosi a periodi di abbassamento del livello: all'allagamento delle terre si alternavano recrudescenze malariche, e non era raro il caso che nel giro di pochi anni l'escursione delle acque fosse addirittura di qualche metro. Uno dei più eccezionali abbassamenti si ebbe negli anni 1832 - 35, e gli scritti dell'epoca riportano che si poteva andare in molte zone semplicemente spingendo la barca con un palo puntato nel fondo.
Oasi_La_Valle_17 Nell'agosto del 1862 il Ministero Italiano dell'Agricoltura riprese gli studi per un nuovo ventilato prosciugamento e si fu vicinissimi a questa soluzione, ma le relazioni presentate dimostrarono che i danni sarebbero stati superiori ai vantaggi. Il paladino del lago Trasimeno, colui che lo difese a viso aperto, fu Guido Pompili, in grande parte si deve a lui se il lago non è stato prosciugato. Deputato al Parlamento, marito della poetessa Vittoria Aganor-Pompili su questa vicenda giocò tutte le sue carte e la spuntò. Pubblicò qualche scritto in difesa della sua tesi.
Nel 1867 fu costituito il "Consorzio per la Bonifica delle Gronde del Trasimeno" e il Pompili ne divenne socio; si voleva la bonifica e per essa poteva essere sufficiente l'abbassamento della soglia. Era un piccolo passo per la salvezza del lago. Il Consorzio studiò a fondo il problema della bonifica integrale e definitiva. Fu presentato un progetto per un nuovo emissario, era una seconda edizione del vecchio, però aumentata e corretta. Il 20 marzo 1896 furono iniziati i lavori del nuovo emissario, che durarono circa due anni. La solenne inaugurazione fu fatta il 2 ottobre 1898. Il nuovo emissario inizia a circa 30 metri a sud est del vecchio emissario, a quota 256,82 s.l.m. e scende fino a quota 226,81, per un complessivo percorso di m. 1314,25 di cui m. 896,38 in galleria; ha' una sezione costante, pressoché circolare e tutta rivestita di mattoni con spessore fra 30 e 41 cm. e anche 60 cm, a seconda della natura del terreno. L'altezza massima è di m.3,40, la larghezza massima di m.3,60. La derivazione dell'acqua è fatta a cataratta con un congegno regolabile dal custode. Con quest'opera fu risolto il problema delle inondazioni, ma non quello dell'abbassamento del livello nelle annate scarse di pioggia e malgrado che nel 1957 erano stati di nuovo convogliati nel lago i torrenti Tresa e Rio Maggiore. Un anno dopo si giunse al minimo sotto la soglia di m.2.63 (rispetto allo "zero idrometrico" posto a quota 257.33 m. s. l.) per cui era necessario un'ulteriore apporto di acque: si provvide quindi alla realizzazione di un immissario artificiale, il canale dell'Anguillara, che immetteva nel lago anche i torrenti Moiano e Maranzano, permettendo così un afflusso costante di acque come il nuovo emissario ne consentiva il regolare reflusso. Il Trasimeno ha potuto così avere quel ricambio indispensabile alla sua sopravvivenza per un certo periodo.
Le vicissitudini del Trasimeno non sono finite: è da qualche anno che si è riproposto il problema del mantenimento del livello delle acque del Trasimeno, che a poco a poco si sono abbassate. Sono stati presentati progetti per ampliare il suo bacino imbrifero, così pure sono allo studio progetti per portare, attraverso condotte artificiali l'acqua dal Tevere (invaso del Montedoglio). A tutt'oggi siamo ancora nella fase dei progetti. Si auspica che dalla fase dei progetti si passi, in tempi brevi, alla loro realizzazione, al fine di salvaguardare un bene che non è solo di pochi ma un bene comune.
Di forma tondeggiante, il lago Trasimeno, con i suoi 124 chilometri quadrati, è il quarto lago italiano per superficie e il maggiore dell'Italia peninsulare. Originato nel Quaternario medio-superiore in seguito ai movimenti tettonici distensivi, è un lago laminare chiuso, con un perimetro di 54 km, una profondità media di 4,72 metri e una massima di appena 6,70 metri. Tre piccole isole emergono dalle acque, Maggiore, Minore e Polvese. La morfologia del territorio, nel complesso, è piuttosto dolce. I rilievi maggiori sono concentrati nella parte settentrionale e superano di poco gli 800 m di quota.
Oasi_La_Valle_18 Da questi discendono modesti immissari, piccoli fossi e torrenti che hanno portate minime anche nei periodi autunnale e primaverile. La quantità di acqua che arriva al lago dipende, quindi, per le ridotte dimensioni del bacino idrografico, quasi esclusivamente dalle precipitazioni meteoriche che cadono sulla superficie del lago e, in parte, dalla falda freatica che risulta alimentata dalle stesse precipitazioni. Per evitare le inondazioni che spesso, in passato, si verificavano in questa zone, nel '400, alcuni immissari naturali furono deviati e fatti confluire in territorio toscano. Inoltre, fu costruito, probabilmente già in epoca romana, ma riedificato nel '400 e alla fine dell'800, un emissario che confluisce nel fiume Tevere e che funziona da scolmatore delle piene quando l'acqua supera i 257,5 m s.l.m.
A causa del limitato spessore delle sue acque e della sua natura di lago laminare chiuso, soggetto a forti oscillazioni sia annuali sia pluriennali del livello, queste si presentano molto calde d'estate e molto fredde d'inverno (in alcuni anni è addirittura gelato completamente). Le acque poco profonde e le concentrazioni di nutrienti lo rendono un bacino mesotrofo e quindi molto ricco di vita sia animale che vegetale. L'area della Valle, compresa tra S. Feliciano, S. Savino e S. Arcangelo, nel Comune di Magione, è forse la parte naturalisticamente più interessante di tutto il Lago Trasimeno: una grande zona umida con estesi canneti e tante presenze faunistiche di alto valore scientifico.
Oasi_La_Valle_19 Tutto il perimetro del Lago Trasimeno, caratterizzato da una modesta profondità delle acque, è occupato da un fitto canneto che, nella zona della Valle raggiunge il suo massimo sviluppo: in alcuni punti si estende per circa un chilometro di ampiezza, compreso tra i campi e le acque aperte del lago. Qui trovano rifugio e disponibilità di cibo un folto numero di specie animali, soprattutto Uccelli, che rappresentano la componente più rilevante della zoocenosi. Il Trasimeno, infatti, si trova localizzato in posizione strategica lungo le rotte di migrazioni di molte specie legate alle zone umide, che qui sostano per reintegrare le riserve energetiche necessarie per il proseguimento delle migrazioni. Oasi di protezione dal 1989, nel 1996 la Valle viene dotata dalla Provincia di Perugia di quelle attrezzature che la rendono accessibile al pubblico e data in gestione a Legambiente, consentendone una fruizione di tipo naturalistico, didattico e turistico oltreché scientifico. Oggi è ricompresa nel Parco Naturale Regionale del Trasimeno.
Attività didattiche
Per scoprire le straordinarie emergenze del territorio del Parco del Trasimeno, l’Oasi Naturalistica "La Valle" propone delle attività di educazione ambientale rivolte a tutte le scuole di ogni ordine e grado.
VISITE GUIDATE ALL'OASI
L’esplorazione del territorio inizia con l’osservazione dell’ecosistema lacustre lungo un percorso, in parte su di una passerella in legno, che conduce oltre il canneto, all’interno di un capanno, dal quale è possibile l’osservazione dell’avifauna acquatica. Si prosegue, quindi, con la scoperta dell’attività di inanellameno degli uccelli e con la visita al canale dell’Antico Emissario.
La visione di diapositive e di altro materiale consente approfondimenti non solo sul tema delle migrazioni degli uccelli ma anche, più in generale, sulle peculiarità storiche, fisiche, geologiche, geomorfologiche del territorio.
Durata: circa tre ore.
Periodo: tutto l’anno.
VISITE GUIDATE ALL'OASI E AL MUSEO DELLA PESCA DI SAN FELICIANO
Oltre all’Oasi (vedi sopra), la visita al Museo della Pesca, dove sono ricostruiti gli antichi metodi di cattura del pesce, diventa un viaggio tra i segreti di una tradizione secolare che rischia di essere dimenticata.
Durata: circa quattro ore.
Periodo: dal mese di aprile.
VISITE GUIDATE ALL'OASI, AL MUSEO DELLA PESCA DI SAN FELICIANO, ALL'ISOLA POLVESE
Dopo l’Oasi e il Museo della Pesca (vedi sopra) la visita all’isola Polvese, si snoda attraverso un percorso che evidenzia le più rilevanti caratteristiche ambientali: l’ambiente naturale, con la suggestiva lecceta e, soprattutto, le notevoli testimonianze lasciate dall’uomo: il castello medievale, il monastero degli Olivetani e il Giardino di Piante acquatiche di Pietro Porcinai.
Durata: tutta la giornata
Periodo: dalla settimana di Pasqua alla fine di settembre.
LABORATORI DI ESPERIENZE BOTANICHE E ZOOLOGICHE
I laboratori di esperienze costituiscono un importante elemento per lo sviluppo della dimensione pragmatica e cognitiva.
Attraverso una serie di attività a carattere ludico si intende far fare ai ragazzi delle esperienze pratico-manuali al fine di acuire la capacità di osservazione e annotazione di informazioni usando idonei strumenti, cogliere relazioni, fare ipotesi e verificarle, interpretare e socializzare i dati raccolti.
Una guida didattica ha lo scopo di fornire idee per argomenti di studio e dare suggerimenti per le attività pratiche da svolgere in laboratorio e sul campo.
Laboratorio botanico
Divisi in gruppi, ai ragazzi viene dato un compito da svolgere (concertato con gli insegnanti). Pertanto, vengono condotti nel territorio dell’Oasi (insieme a insegnanti e operatori) per raccogliere il materiale necessario alla ricerca (campioni, foto, disegni, informazioni), annotando anche informazioni in un apposito taccuino di campo.
Al ritorno nell’Aula didattica questo materiale sarà analizzato attraverso l’uso di guide, di manuali, tramite il confronto diretto con l’erbario di riferimento presente all’Oasi…
Sarà poi utilizzato dai ragazzi per allestire una raccolta di specie vegetali (erbario) ad uso scolastico, per realizzare piccoli manufatti come stampi di foglie secche, composizioni.
Laboratorio zoologico
Sarà prevalentemente incentrato sullo studio degli Uccelli.
Secondo le modalità precedentemente viste i ragazzi dovranno uscire sul territorio alla ricerca di dati e informazioni (utilizzando osservazioni dirette, foto, disegni, registrazioni video e audio…) che poi verranno rielaborate insieme a insegnati e operatori all’interno delle strutture dell’Oasi.
Nel caso della raccolta di campioni biologici è previsto un controllo macroscopico degli stessi, essenzialmente di natura morfologica e funzionale (guide per il riconoscimento, per l’attribuzione della specie) senza mai effettuare indagini di tipo anatomico.
INCONTRI FORMATIVI IN CLASSE
Questi prendono in esame temi riguardanti gli aspetti peculiari del territorio del Trasimeno e le attività antropiche ad esso legate.
• Aspetti geologici e geomorfologici del bacino: le cause che hanno determinato la formazione del lago, tipi di roccia presenti, il modellamento del paesaggio...
• Aspetti geografici: le caratteristiche del territorio (i rilievi, gli immissari e gli emissari del lago, le oscillazioni del livello delle acque), peculiarità del bacino (profondità, grandezza...); le diverse carte (geografiche, geologiche, catastali...) e loro utilizzo.
• Vegetazione del Trasimeno: analisi delle specie erbacee, arbustive ed arboree presenti nelle diverse tipologie ambientali (zona umida, aree boschive, aree coltivate); cosa sono le successioni ecologiche e le fasce vegetazionali; realizzazione di erbari.
• Fauna del Trasimeno: analisi delle specie appartenenti alla fauna vertebrata con particolare riferimento agli uccelli acquatici; le catene alimentari.
• Le migrazioni degli uccelli: l’inanellamento degli uccelli come tecnica di ricerca per scoprire i segreti delle migrazioni.
• Il Parco del Trasimeno: cosa è un Parco, quali sono le sue finalità, le leggi che lo hanno istituito, perché il Trasimeno è diventata un’area protetta.
Durata: due ore ad incontro.
• Scheda informativa per gli insegnati sugli argomenti trattati
• Scheda informativa per gli alunni
• Materiale didattico
Periodo: dall’inizio dell’anno scolastico fino alla fine di marzo.
E’ possibile creare dei pacchetti didattici affiancando gli interventi in classe alle visite guidate sopra riportate.
PER INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI: Centro visita Oasi "La Valle", San Savino di Magione - Tel./Fax 075/8476007; Legambiente Umbria, Perugia - Tel./Fax 075/5722083 :: E-Mail: oasilavalle@libero.it

Attività scientifiche
L'Oasi Naturalistica -"La Valle" collabora con la Provincia di Perugia (Servizio Programmazione e Gestione Faunistica - Ufficio Gestione e Sviluppo della Fauna) ad attività di ricerca scientifica che riguardano lo studio dell'avifauna del Trasimeno e che si esplicano attraverso l'inanellamento scientifico e i censimenti invernali degli uccelli acquatici.
CENSIMENTI INVERNALI DEGLI UCCELLI ACQUATICI
AGGIORNAMENTO 1999
a cura di Francesco Velatta
Servizio Programmazione e Gestione Faunistica - Ufficio Gestione e Sviluppo della Fauna
PREMESSA
Come ormai prassi consolidata, nello scorso mese di gennaio l'Amministrazione provinciale di Perugia ha organizzato, nell'ambito del programma International Waterfowl Census e coordinato in Italia dall'I.N.F.S. (Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica), censimenti degli uccelli acquatici svernanti nelle principali zone umide del territorio di propria competenza: lago Trasimeno, cave di Pietrafitta, palude di Colfiorito, ansa degli Ornari.
Vengono di seguito esposti i risultati relativi al territorio del lago Trasimeno.
METODI
Ai rilevamenti di campo hanno partecipato operatori dipendenti della Provincia, operatori dell'Oasi Naturalistica "La Valle" e volontari qualificati.
Censimenti in ore diurne
Sono state oggetto di rilievo tutte le specie di uccelli di cui l'Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica richiede il censimento.
In considerazione delle grandi dimensioni dell'area, che non consentono un'efficace esplorazione di tutto lo specchio lacustre dalle rive, i conteggi sono stati eseguiti combinando tra loro più tecniche:
1. censimenti da terra, effettuati utilizzando una serie di stazioni distribuite lungo l'intero perimetro lacustre;
2. censimenti da natante, operati secondo piani di navigazione che hanno consentito di coprire l'intera fascia spondale, isole comprese;
3. riprese fotografiche aeree dei branchi e successivo conteggio degli individui dalle foto. In particolare, Svasso maggiore, Tuffetto, Cormorano sono stati censiti con la metodica 1.; la Folaga impiegando la metodica 3.; gli Ardeidi e il Falco di palude con la metodica 2.; gli Anatidi e la Pavoncella con una combinazione di l. e 2., comparando criticamente i dati raccolti con le due diverse tecniche.
Va fatto rilevare che, per poche specie difficilmente censibili per le loro abitudini elusive o per la loro mobilità, è stato in genere annotato semplicemente il dato di presenza, senza fornirne la consistenza. Ciò si è verificato, per la Gallinella d'acqua, per il Beccaccino e per i gabbiani comune e reale.
Censimenti al dormitorio (Cormorano)
Per il Cormorano sono stati effettuati, oltre che censimenti diurni attuati con le metodiche sopra descritte, anche censimenti serali degli individui presenti nel dormitorio (roost) ricadente nel territorio del Trasimeno (Isola Minore).
I conteggi sono stati effettuati attendendo, nei pressi del roost, il rientro degli individui e contandoli mentre sopraggiungevano.
Precedentemente venivano contati gli individui eventualmente già presenti nei pressi del dormitorio.
RISULTATI
Al Trasimeno sono stati censiti oltre 42.000 individui (pari al 96% del totale provinciale) appartenenti a 25 specie.
La consistenza complessiva dei contingenti svernanti è risultata superiore di circa il 22 % rispetto a quella osservata nel gennaio 1998.
E' stata pertanto oltrepassata per il quarto anno consecutivo la soglia dei 20.000 uccelli acquatici, il cui superamento costituisce, secondo il RAMSAR CONVENTION BUREAU (1990), criterio sufficiente alla designazione di una zona umida tra quelle di importanza internazionale.
La specie che sul lago è risultata più numerosa è la Folaga, che con oltre 34.000 individui, ha conosciuto un ulteriore incremento (+30 %) rispetto ai già elevati valori osservati nel triennio 1996-98.
Il Fischione, che pur contando circa 2.700 effettivi risulta comunque in sensibile diminuzione rispetto al valore record di oltre 3.500 individui toccato nel gennaio '98 (-25 %);
Canapiglia, che finora presente con consistenze irrisorie (max 31 indd. nel 1997) ha conosciuto un repentino incremento raggiungendo i 1.600 individui circa;
Cormorano, che (stando ai censimenti diurni) appare notevolmente diminuito rispetto all'inverno precedente (948 individui contro 1.564, pari ad una diminuzione del 39 %).
Analoga flessione (- 35 %) caratterizza la dinamica di un altro ittiofago tuffatore, lo Svasso maggiore, che prosegue nel trend negativo che si osserva a livello locale ormai da alcuni anni.
Ancora è stato osservato un aumento delle anatre nel loro complesso, con oltre 5.500 individui contro i circa 5.000 del 1998 (+ 10 %).
Dopo Fischione e Canapiglia, le specie più rappresentate (oltre 100 individui) sono risultate nell'ordine:
Germano reale (754 individui, massimo valore di consistenza relativo al periodo 1988-99, +63 % rispetto al 1998), Alzavola (268), Mestolone (115).
Gli Ardeidi, complessivamente poco numerosi (circa 150 individui censiti), sono stati reperiti con consistenze di poco superiori a quelle rilevate nel 1997-98. Come al solito, la specie in assoluto più abbondante è stata l'Airone cinerino (116 indd.).
Vale infine la pena sottolineare la presenza del Gabbianello (un individuo), inconsueta per il Trasimeno.
PER INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI: Centro visita Oasi "La Valle", San Savino di Magione - Tel./Fax 075/8476007; Legambiente Umbria, Perugia - Tel./Fax 075/5722083 :: E-Mail: oasilavalle@libero.it
A spasso per l'Oasi
Il percorso inizia dalla palazzina del Centro visite. All'interno della struttura è possibile visitare una mostra sugli aspetti storico-naturalistici della Valle: una parte è dedicata all'Emissario medievale; la sezione naturalistica espone parte dei risultati ottenuti dall'inanellamento scientifico degli uccelli e dai censimenti degli uccelli svernanti.
A pochi metri dall'edificio, passando sopra il canale moderno, c'é l'Emissario medievale: all'interno del minuscolo casotto quattrocentesco, che doveva ospitare il meccanismo di chiusa del canale, è situata la "porta" originale, costruita nello stesso periodo. Al di fuori, una scala in legno conduce all'interno del canale, parzialmente visitabile.
Di nuovo sul percorso principale, ci si trova di fronte alla casa colonica, oggi sede provvisoria della Stazione di inanellamento. Una volta alla settimana è possibile seguire lo straordinario lavoro degli ornitologi.
Costeggiando il moderno canale dell'Emissario, si giungere in riva al Lago. Qui un grosso "righello", posto in prossimità delle paratoie, esce dall'acqua. Si tratta dell' "idrometro", uno strumento che misura il livello delle acque.
Superato il ponte sopra le chiuse si arriva alla passerella di legno. Lunga quasi 400 m, costeggia il canneto e termina in un osservatorio, proteso sul lago, attrezzato per il bird-watching.

A bordo del battello
Dal Centro visite si percorre il sentiero, lungo il canale dell'emissario, che conduce al Lago.
Il percorso inizia dal piccolo pontile in legno, presso l'idrometro. "Il CIGNO" scivola lentamente e silenziosamente verso il lago aperto costeggiando la passerella in legno: giunto in acque aperte vira a sinistra e, seguendo il bordo esterno del canneto, si dirige verso il canale di Pietrafitta, non lontano dall'abitato di Sant'Arcangelo, nella sponda sudorientale del Lago, dove, una torre di osservazione consente di guardare dall'alto il canneto per scoprirne i suoi abitanti.
Lungo questo itinerario lo sguardo si posa su gran parte del territorio del Trasimeno: isola Polvese, in primo piano e, dietro, isola Maggiore e Minore; Castiglione del Lago, in lontananza, sembra ergersi dalle acque; più vicino, l'abitato di San Savino, che con il suo castello sovrasta l'area dell'Oasi.
Dal battello non è difficile osservare il coinvolgente spettacolo offerto dalla grande moltitudine di uccelli presenti, soprattutto nel periodo invernale, quando se ne radunano, per svernare, più di 50.000.

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