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A Gualdo Cattaneo la Strada del Sagrantino
Un percorso tra le zone di produzione del principe dei vini: Sua Eccellenza ''Il Sagrantino''

La Strada del Sagrantino è un circuito che collega Gualdo Cattaneo alle altre quattro zone destinate alla produzione del magnifico vino, ovvero il territorio che comprende i comuni di Bevagna, Castel Ritaldi, Giano dell'Umbria e Montefalco. Il nettare che si ottiene dal celebre vitigno è talmente conosciuto che non ha bisogno di presentazione. A partire dal 1992, anno in cui ha conquistato il riconoscimento di vino a Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG), il suo successo su scala nazionale ed internazionale non ha praticamente conosciuto soste. Il grande pubblico ha velocemente imparato ad apprezzarne le sue migliori qualità e il Sagrantino si è rapidamente imposto all'attenzione quale una delle migliori realtà vinicole nazionali.

Identikit del Sagrantino
Esistono due tipologie di Sagrantino, il Sagrantino di Montefalco (o Montefalco Sagrantino, queste le due diciture ammesse) ''secco'' e ''passito''. La tipologia ''secco'' si presenta con il suo caratteristico colore rubino intenso dai riflessi violacei che si tramutano in granato con l'affinamento. I profumi che si sprigionano dalla bottiglia ricordano quelli della mora di rovo. Con la tipologia ''passito'' aumenta la consistenza e l'alcolicità del vino, acquisendo un caratteristico sapore abboccato.

Qui di seguito riportiamo le schede delle due tipologie, estratte direttamente dall'articolo 6 del disciplinare che ne regolamenta la produzione:
Il vino "Montefalco Sagrantino secco'', all'atto dell'immissione al consumo, deve rispondere alle seguenti caratteristiche:

- colore: rosso rubino intenso, talvolta con riflessi violacei e tendente al granato con l'invecchiamento;
- odore: delicato, caratteristico che ricorda quello delle more di rovo;
- sapore: asciutto, armonico;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 13%;
- acidità totale minima: 5 per mille;
- estratto secco netto minimo: 26 per mille.

Il vino ''Montefalco Sagrantino passito'', all'atto dell'immissione al consumo, deve rispondere alle seguenti caratteristiche:

- colore: rosso rubino carico, talvolta con riflessi violacei e tendente al granato con l'invecchiamento;
- odore: delicato, caratteristico che ricorda quello delle more di rovo;
- sapore: abboccato, armonico, gradevole;
- titolo alcolometrico volumico totale minimo: 14,5%;
- residuo zuccherino minimo: 3O g/l;
- acidità totale minima: 5 per mille;
- estratto secco netto minimo: 30 per mille.

Come si può notare dalla scheda tecnica, una delle caratteristiche distintive del Sagrantino di Montefalco è l'elevata percentuale di ''estratto secco'', ovvero la quantità di materiale che resterebbe nel bicchiere, una volta fatto evaporare tutto il liquido. Tale elemento lo rende un vino di grande corpo e dalla prestigiosa ed imponente struttura, contribuendo ad aumentarne l'importanza. E' più diffuso nella tipologia di vino ''secco'', essendo il ''Sagrantino di Montefalco passito'' riservato a pochi estimatori, anche a causa dell'esigua produzione. Il Sagrantino passito si ottiene lasciando le uve vendemmiate ad appassire sopra dei graticci di legno. Questa tecnica ha trovato una eccezionale risposta nei grappoli del vitigno Sagrantino, capaci di appassire per dei mesi senza iniziare il processo di marcescenza, mantenendo al contempo intatta la componente zuccherina degli acini.

Il Sagrantino è un vitigno considerato autoctono, ovvero tipico del luogo in cui è coltivato, e non trapiantato (almeno negli ultimi secoli). Secondo la tradizione più accreditata venne portato in Italia in età medievale dai frati francescani, i quali già allora ne apprezzavano appieno le caratteristiche, usandolo quale prestigiosa bevanda da offrire ai più illustri tra gli ospiti.

Abbinamenti
Il ''Sagrantino di Montefalco passito'' è un eccellente ''vino da meditazione''. Ciò vuol dire che si presta benissimo ad essere assaporato senza la necessità di associare qualsivoglia cibo. Spesso si sente dire che il migliore abbinamento per un buon vino è una buona compagnia. Questo è sicuramente vero in generale, ma in particolare il Sagrantino passito si presta più di ogni altro ad accompagnare lunghe e piacevoli serate, passate fra amici o in dolce compagnia. Un'altra definizione che ben contribuisce ad identificare il carattere del vino è difatti quella di ''vino da seduzione''. Seppure le evidenze scientifiche non si siano spinte fino a dimostrare con assoluta certezza il suo potenziale afrodisiaco, è assolutamente certo che la sua presenza garantisce un'atmosfera incline al romanticismo.

Detto questo i cibi che meglio si sposano al Sagrantino passito sono tutte le preparazioni dolciarie a pasta non lievitata, e particolarmente le crostate a base di marmellata di more o di altra frutta rossa. Questo in ossequio al principio fondamentale dell'abbinamento cibo-vino, il quale prescrive categoricamente che al sapore dolce del cibo vada associato un vino dolce. Se molto invecchiato è ottimo anche con formaggi pecorini molto piccanti.

Nella sua tipologia secco il Sagrantino si associa alla selvaggina, alla cacciagione e a formaggi di pasta dura.

Ma una esperienza che non può mancare nel repertorio degli amanti del buon vino è quella di percorrere la Strada del Sagrantino, visitando le colline che ospitano i vitigni, e i paesaggi che associano alla coltivazione del prezioso nettare luoghi carichi di storia e dall'affascinante passato. Le uve del Sagrantino maturano affianco alle mura di meravigliosi borghi fortificati, al sole delle verdi colline umbre, dove i più celebri artisti hanno colto lo spirito del panorama affrescando meravigliose chiese medievali. Tutto questo contribuisce ad aumentare il fascino e la suggestione che le cantine sempre aperte degli artigiani del vino sprigionano, offrendo spesso ai visitatori l'opportunità di cogliere lo spirito del vino gustando il sapore di un bicchiere direttamente stillato dalla botte. La maggior parte dei produttori hanno fatto del lavoro la loro fortuna, fieri dei propri risultati e disponibili a rendere partecipi delle proprie emozioni chiunque sia disposto ad ascoltare la loro voce. La cultura del vino nasce dal rispetto delle regole che la natura impone, la quale non è né aiutata, né esasperata nei suoi cicli e nei suoi risultati. Tutti gli eccellenti risultati che il Sagrantino ha raggiunto sono stati ottenuti assecondando i cicli biologici del vitigno, il quale ha trovato nel territorio di Gualdo Cattaneo e di Montefalco e dintorni, un fertile ambiente di maturazione. Terra, aria, acqua e sole, associati alla gentile mano dell'uomo e alla sua passione, costituiscono la miglior combinazione possibile fra gli elementi per consegnare al mondo intero un nettare degno degli dei, fortunatamente accessibile agli uomini.
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