Gli affreschi di Montefalco
L'anonimo umbro e le Storie di Santa ChiaraLa fabbrica di
Assisi e il processo di costante abbellimento che la
Basilica ha richiesto nel corso del trecento ha determinato in
Umbria il convergere e lo svilupparsi di artisti e maestranze che ne hanno tratto enorme giovamento. L'esempio di Assisi, la presenza di
Giotto, della sua scuola e dei suoi allievi, dei grandi maestri senesi
Martini e
Lorenzetti, nel corso del ‘300 ha prodotto la diffusione e lo sviluppo della pittura umbra. Negli scorsi decenni gli storici dell'arte hanno cercato di mettere in rilievo tale aspetto e di sottolineare le connessioni che collegassero direttamente l'attività dei numerosi autori anonimi che proprio sull'esempio di Giotto e di Assisi si erano formati, disseminando poi il territorio delle loro opere. Su questo sfondo si colloca l'affresco raffigurante le
Storie di Santa Chiara, visibile nella
Cappella di Santa Croce, all'interno della
Chiesa di Santa Chiara. L'affresco è considerato tra i risultati più elevati ed originali della scuola umbra della prima metà del Trecento, opera di un anonimo formatosi certamente nel cantiere di Assisi, all'ombra di Giotto, maestro dei maestri.
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