Nella cripta della Chiesa Parrocchiale di Santo Stefano è possibile ammirare un fenomeno degno della massima attenzione per la rarità con la quale si verifica. Si tratta di un cospicuo numero di corpi mummificati con un procedimento del tutto naturale, probabilmente dovuto alle singolari condizioni ambientali e alla concomitanza di vari fattori intervenuti che ne hanno consentito la conservazione. Gli studiosi che si sono occupati di dirimere la questione non sono giunti ad una soluzione definitiva, ma sembrano piuttosto concordi nell'affermare che fra le cause che hanno contribuito alla mummificazione vi siano la composizione chimica del terreno, favorevoli condizioni fisiche e ambientali, e la presenza di particolari microrganismi vegetali, i quali con la loro azione avrebbero favorito l'innesco del processo di conservazione.
Di fatto la cripta, ora divenuta Museo, ospita corpi perfettamente conservati, dei quali è possibile osservare tratti della fisionomia, particolari anatomici, abiti e altri particolari relativi alla loro vita ed alla loro morte.
Appunti di viaggio
Le due torri di Ferentillo
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L'origine di
Ferentillo risale all'VIII secolo, all'epoca in cui il re dei longobardi
Liutprando giunse nella
Valle del Nera dalla vecchia città...
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