Più Toscana che Umbria, più senese che perugina, a Città della Pieve Medioevo e Rinascimento si fondono in una struttura urbana dalla bellezza irripetibile
La città si sviluppa a partire da una
Pieve, quella dei
SS. Gervasio e Protasio, edificata nel VII secolo, sopra di un colle a 508 metri d'altezza, dal quale domina la
Valdichiana e il
lago Trasimeno. Un paesaggio magico che rimase impresso nella mente del
Perugino e che volle riprodurre sullo sfondo di molti suoi affreschi. Poco o nulla è cambiato da allora. Un po' per posizione geografica ed un po' per simpatie politiche,
Città della Pieve modellò i propri edifici urbani sull'esempio della
Siena filoimperiale, come testimoniano l'uso frequente dei laterizi, anche a causa delle perpetue liti con
Perugia. Ci fu poi l'epoca dei gloriosi edifici che ordinatamente sorsero all'interno delle mura cittadine, come la nuova Pieve, dagli accennati rilievi gotici, la
Torre del Vescovo, la
Torre Civica, ispirata ai motivi del romanico lombardo, il
Palazzo dei Priori e la possente
Rocca Perugina. Tutto ciò accadeva nei secoli XIII e XIV. Seguì un periodo politico segnato da turbolenze e lotte intestine, almeno fino al 1550, quando papa
Giulio III del Monte eleva a governatore di Città della Pieve il nipote
Ascanio Della Corgna. Arrivano così al seguito in città personalità del calibro di
Galeazzo Alessi, architetto perugino, e due pittori toscani,
Salvio Salvini e
Niccolò Circignani, il
Pomarancio.
Nel 1600 avvengono poi grandi trasformazioni mutando la città in
Diocesi e di conseguenza l'antica Pieve diviene
Collegiata. Nel periodo successivo numerose altre opere architettoniche di gusto rinascimentale, barocco e neoclassiche furono fuse ed armonizzate nel caratteristico impianto medievale della città, aumentando notevolmente la vitalità ed il fascino del centro cittadino.
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