Oltre il Perugino, alla scoperta delle bellezze di Città della Pieve
Scavalcando l'ingombrante figura rinascimentale che finisce per catturare totalmente l'attenzione del visitatore, è possibile rendersi conto che a
Città della Pieve c'è dell'altro. Molto altro.
Palazzo della Corgna, per esempio, costruito intorno al 1555 forse dall'architetto
Galeazzo Alessi per
Ascanio, allora governatore della città. Nella sala principale, la
Sala del Governatore si può entrare per ammirare un bellissimo affresco del
Pomarancio, il “
Concerto”. Nel piano soprastante vi è un'opera di
Salvio Savini, “
Il Convito degli Dei”.
Oppure l'imponente
Rocca, fortemente voluta dalla città di
Perugia e costruita nel 1326 per arrestare le frequentissime rivolte dei pievesi, munita di ogni sorta di strumento di difesa e di controllo, a protezione delle guarnigioni affinché potessero governare in sicurezza la città. La Rocca è contornata da cinque torri, un fossato e dotata di un ponte levatoio. La costruzione si deve agli architetti senesi, autori tra l'altro della facciata del
Duomo di Orvieto,
Ambrogio e
Lorenzo Maitani.
Accanto al
Duomo dei SS. Gervasio e Protasio, eretta nel XII secolo, si innalza la romanica
Torre Civica, splendido esempio del romanico lombardo. All'interno le pareti sono affrescate dalle opere del
Pomarancio, di
Salvio Savini e
Domenico Alfani. Oltre a due tavole del
Perugino, “
Il Battesimo di Cristo” e la “
Madonna in Gloria e Santi”. Ma visto che ormai abbiamo tradito la promessa fatta, cioè quella di andare “oltre” il Perugino e di non menzionarlo, possiamo liberamente ricordare le altre sue opere presenti a Città della Pieve: l'”
Adorazione dei Magi”, nell'
Oratorio di Santa Maria dei Bianchi”, la “
Deposizione dalla Croce” custodita nella
Chiesa di Santa Maria dei Servi, ed infine “
Sant'Antonio Abate tra i Santi Paolo Eremita e Marcello” nella
Chiesa di San Pietro.
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