EVENTO
Mostra fotografica Chiaroscuri della liberazione
a Perugia dal 9 dicembre al 31 gennaio 2006, mostra sul profondo impatto della guerra sulle donne e sui bambini
Nella storia della guerra e della Liberazione il profondo impatto su donne e bambini è ancora spesso sottovalutato oppure ignorato. Eppure donne e bambini hanno spesso sofferto il peggio delle atrocità e delle conseguenze della guerra''. E' questo ciò che si legge sul primo dei pannelli che accompagnano il visitatore della mostra fotografica ''Chiaroscuri della Liberazione. Volti di donne e bambini 1943-1948” allestita a Palazzo Sorbello (Piazza Piccinino) e curata da Roger Absalom e Carol Jefferson-Davies. La mostra, appena inaugurata, consiste in un percorso guidato di circa 140 foto – provenienti da archivi italiani e internazionali come l’Imperial War Museum di Londra – suddivise in 5 sezioni tematiche ed esposte in due sale. La prima è dedicata alle donne della guerra, al loro vissuto, alla loro condizione di vittime della violenza ma anche di soggetti in grado di prendere in mano le redini familiari in mancanza della figura maschile, diventando così soggetti attivi della vita sociale prima e di quella politica poi. La seconda ospita un percorso più emotivo e commovente perché mostra la vulnerabilità dei bambini della guerra e del dopoguerra. “Le intenzioni del fotografo erano quelle di ritrarre il mondo adulto della guerra e non quello del bambino - ha sottolineato Roger Absalom durante la conferenza di presentazione della mostra - ma la lente registra anche altro. I bambini che guardano questi eventi ne sono coinvolti e trasformati. L’atrocità della guerra è vista quindi attraverso gli occhi dei bambini”. I volti di donne e bambini diventano così le chiavi di lettura del passato e l’immagine fotografica rappresenta una attendibile fonte storica che documenta l’arco di tempo tra l’armistizio dell’8 settembre 1943 e le prime elezioni politiche del 1948. “Nella ricerca di verità fotografica – ha continuato Absalom – abbiamo scelto immagini da archivi italiani, inglesi, americani, svizzeri e tedeschi, in modo da coprire l’ampiezza dell’esperienza umana negli anni della lunga liberazione”. Mario Tosti dell’ISUC – Istituto per la Storia dell’Umbria Contemporanea – ha sottolineato l’importanza del documento fotografico per gli storici contemporanei. “Le immagini fotografiche di donne e bambini – ha puntualizzato Tosti – gettano nuova luce sul passato e rappresentano un notevole contributo alla Resistenza e alla sua trasformazione da mito a Storia”. E la storia è fatta anche di altri documenti che colgono direttamente i sentimenti e i comportamenti dei bambini prima durante e dopo il secondo conflitto mondiale. “Attraverso disegni e temi scolastici coevi, nonché attraverso i ricordi di ex bambini ormai adulti, possiamo ricostruire il periodo in questione – ha commentato Maria Cristina Giuntella dell’Università di Perugia. I bambini di allora hanno vissuto la guerra con i propri occhi, con le proprie orecchie, con il proprio naso. “Si scopre ad esempio – ha spiegato la Giuntella – che la guerra è paura del buio e del silenzio minaccioso, e che gli invasori e gli alleati sono identificati con sensazioni olfattive ed uditive ben precise”. Tali documenti riguardano anche alcuni territori della nostra regione, come il folignate. Inoltre, sempre a Palazzo Sorbello, è possibile vedere immagini della Liberazione a Perugia. “La mostra fotografica dedicata agli alleati in Umbria – ha aggiunto Ruggero Ranieri – rappresenta un ulteriore contributo offerto dalla Uguccione Ranieri di Sorbello Foundation nel ricordare la guerra di Liberazione nel nostro territorio. La mostra inaugurata oggi si inserisce nel percorso di studio del secondo dopoguerra intrapreso dalla Fondazione e mirato ad aprire squarci e prospettive nuove attraverso i soggetti più trascurati di quel periodo, le donne e i bambini appunto”. La mostra è organizzata dalla suddetta Fondazione e dall’Istituto Piemontese per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea “Giorgi Agosti”, con il patrocinio della Provincia di Perugia e la collaborazione del Comune di Perugia, Città di Torino, Banca delle Marche, ISUC, Archivio di Stato di Perugia, ICSIM - Istituto per la Cultura e la Storia d’Impresa - e Museo Diffuso della Resistenza Piemontese. La mostra rimarrà aperta dal 9 dicembre 2005 al 31 gennaio 2006 ogni martedì, giovedì, sabato e domenica dalle 16.00 alle 19.30 (anche venerdì 6 gennaio) mentre rimarrà chiusa il 25 dicembre e il 1° gennaio. Ingresso libero
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