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VI Settimana Nazionale dell'Astronomia
VI Settimana Nazionale dell'Astronomia, promossa dal Miur, Venerdì 15 aprile alle ore 17.30 presso la Sala dei Notari si svolgerà l’incontro divulgativo con il Prof. Giovanni Bignami, astrofisico e divulgatore di fama internazionale, direttore del Centre d’Etude Spatiale des Raynnements a Tolouse (Francia).
In occasione della VI Settimana Nazionale dell'Astronomia, promossa dal Miur, Venerdì 15 aprile alle ore 17.30 presso la Sala dei Notari si svolgerà l’incontro divulgativo con il Prof. Giovanni Bignami, astrofisico e divulgatore di fama internazionale, direttore del Centre d’Etude Spatiale des Raynnements a Tolouse (Francia).
L’incontro dal titolo ''La vita e i pianeti, il mito e la scienza'' ripercorrerà le tappe fondamentali della ricerca astronomica negli ultimi 400 anni e il loro legame con il mito della vita extraterrestre.
L’incontro è organizzato dal Perugia Science Festival e inaugura il ciclo di appuntamenti “Scienza d’autore” che culminerà con la terza edizione del Festival dal 2 all’11 settembre 2005.
L’appuntamento con il Prof. Bignami è organizzato in collaborazione con L’Aif (Associazione per l’insegnamento della fisica) con la sezione di Perugia dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e con il patrocinio dell’Assessorato alla Politiche Culturali e Giovanili del Comune di Perugia.
Riportiamo di seguito abstract intervento e curriculum sintetico del Prof. Bignami
Segreteria Perugia Science Festival
La vita e i pianeti, il mito la scienza
Giovanni F. Bignami
Il mito della vita extraterrestre è antico quanto l’umanità, ma prende uno slancio speciale negli ultimi 400 anni della storia dell’astronomia, da quando Galileo ci ha dato il telescopio.
Cassini per primo vede profili femminili chiomati sulla Luna, esempio di “gestalt” che continua fino ad oggi con la “faccia” su Marte.
Nel 1835, la più grande bufala lunare della storia, oggi dimenticata, viene perpetrata dal New York Sun sfruttando la fama del telescopio di Herschel, il VLT dell’epoca.
Pulcinella, a Napoli, legge la traduzione del quotidiano americano, ma non ci crede. Si consulta con Capocci, direttore dell’osservatorio di Capodimonte, e decide di andare lui stesso sulla Luna, con una nave a ruote. Sette anni prima di Jules Verne, del resto, Capocci descrive il primo viaggio di una donna sulla Luna, colpendo perfino la fantasia del razionalismo francese di Flammarion.
Schiaparelli scopre i “canali” di Marte, dando inizio al mito dei marziani, intelligenti per necessità poiché devono sopravvivere in un ambiente ostile. Mito sopravvissuto da Lowell fino a Carl Sagan e che, in fondo, non si è ancora spento.
Gli ultimi 40 anni di astronomia dallo spazio stanno riuscendo, dal Mariner 4 al Beagle2 su Mars Express di questi giorni, a cambiare il nostro modo di concepire la possibilità di vita su un pianeta come Marte. Viviamo un momento storico della scienza: potremmo avere risposte definitive in un futuro molto prossimo. Più probabilmente, avremo solo nuove domande.
Dal rogo di Campo dei Fiori, Giordano Bruno ci indica la strada della ricerca di altri mondi abitati, fino a Desiderius Papp e Drake ed alla sua equazione di mezzo secolo fa. Nell’ultimo decennio, di colpo, l’astronomia ci ha dato più di 100 pianeti extrasolari, anche se forse nessuno di tipo “abitabile”. Solo negli ultimi anni è stata però intrapresa una ricerca seria, con i dati europei di Hipparcos; il risultato è la scoperta di 17.129 “Habstars” a meno di 500 anni luce da noi, cioè dietro l’angolo di casa nella nostra galassia. Non possiamo andarci, certo, ma sono i migliori bersagli per ascoltare possibili messaggi intelligenti.
Anche la Terra si fa sentire, con la sua “bolla Marconi” in espansione alla velocità della luce e con le sonde planetarie che, lanciate 30 anni fa, stanno ora uscendo dal sistema solare, portando messaggi, immagini e suoni del pianeta Terra nello spazio interstellare.
Curriculum Giovanni Fabrizio Bignami
Da trent’anni Giovanni Fabrizio Bignami si occupa di astrofisica, partecipando alle tappe principali della ricerca spaziale italiana e a molteplici progetti, in particolare quelli per osservazioni astronomiche in raggi gamma (ad es. COS-B dell’ESA, l’Agenzia Spaziale Europea, SAS-2 della NASA, Gamma Ray Observatory della NASA) e in raggi X (è stato Principal Investigator della missione XMM dell’ESA), coordinando anche diversi progetti di ricerca col telescopio spaziale Hubble.
Dal 1990 è professore ordinario di fisica e dal 1997 professore ordinario di Astronomia all’Università di Pavia.
Dal 1997 al 2002 è stato Direttore Scientifico dell’Agenzia Spaziale Italiana.
È membro dell’Accademia dei Lincei ed Ufficiale dell’Ordre National du Mérite della Repubblica Francese per meriti scientifici.
Per la scoperta di Geminga ha ricevuto nel ’93 il premio Bruno Rossi della Società Astronomica Americana.
Nel Luglio 2002 ha vinto il Massey Award della Royal Society.
Dal gennaio 2003 è Direttore del Centre d’Etude Spatiale des Raynnements a Toulouse (Francia.)
Dal gennaio 2004 è Presidente del SSAC (Space Science Advisory Committee) dell’ESA.
La sua attività scientifica è documentata da più di 400 pubblicazioni così come l’attività didattica che lo vede collaboratore di molti media tra cui RAI Educational, Le Scienze e l’Enciclopedia Treccani.
Ha pubblicato il volume La Storia nello Spazio edito da Mursia e la prima traduzione in Inglese del poemetto in pentametri giambici Contro il Portar la Toga, scritto da Galileo nel 1590.
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